Dalla terra
della fisarmonica

Per Roberto Lucanero la fisarmonica è stata la porta capace di collegare il passato, il presente ed il futuro personale e famigliare. C'è un episodio emblematico, quando, in  seconda elementare Roberto, alla domanda dell’insegnante, una suora, "chi vuole iniziare il corso di fisarmonica alzi la mano”,  alza appunto la mano, senza pensarci troppo, “come può fare un bambino di sette anni”. Da quel momento in poi la fisarmonica diventa una guida, una "via" per risalire lungo le proprie radici: dal  nonno Vittorio Incontri, già "ripassatore" di fisarmoniche e poi costruttore, fino al bisnonno Giorgio che alternava il lavoro in campagna con quello della produzione artigianale di voci per fisarmoniche. Dalla  mamma, chiamata a suonare a comando per qualche possibile acquirente,  al padre che da giovane aveva lavorato come produttore di voci presso il laboratorio del grande Nazzareno Binci.